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Ho conosciuto il
prof Lluch nel 1999 quando abitavo – per un periodo breve, durato 5 mesi - a Barcelona, alla Universitat Autònoma, per
elaborare la mia Tesi di Dottorato e studiare
la trasformazione urbana della città tra il 1859 e gli anni '70 del Novecento.
Sono stata
circondata, in quei mesi, da una grande ricchezza culturale e da calore umano:
Pilar, Abel, Laura, Oriol, studiosi che mi hanno spinta a capire e a
vivere quell'esperienza di ricerca in
modo indimenticabile. Con e tra essi il professore Lluch era la guida e il
maestro al quale fare riferimento.
Ogni giorno, dopo
esser stata in Biblioteca, lo incontravo e parlare con lui aveva il valore di una
scoperta quotidiana, per la limpidezza dello sguardo e per l'ampiezza
dell'orizzonte.
Conservo dentro
una grande cartella i "mille" documenti avuti in dono dal professor Lluch, ogni
giorno, da questo grande studioso: ogni
giorno una pagina da aggiungere a un taccuino ideale, fatto di tutto…di politica, geografia, urbanistica, arte, parte
di una prospettiva unitaria, punti di vista accostati senza subire i limiti ristretti degli steccati
disciplinari… ogni giorno questi doni erano "raccontati" e spiegati dalla voce
del professore con facoltà interpretativa rara e densa, intrisa di storia, di
coscienza politica e civile.
Ogni tanto apro quella
Cartella e rifletto su come e quanto questa capacità di interrelate eventi, di
relazionare approcci sia stata, per me e in quella fase così bella della mia
vita, una spinta formativa e una occasione per riflettere su cosa vuol dire
imparare e insegnare con generosità.
Credo di avere
davvero compreso, e in modo profondo, permanente e riflessivo, cosa vuol dire studiare, con rigore,
intensità e forza, attraversando l'eterogeneità delle "cose" e delle "parole",
componendo la propria idea e percezione del mondo in una visione aperta, logica e equilibrata,
comunicabile.
Auguri per i suoi
80 anni!
Flavia
Flavia Schiavo
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