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Franz Liszt e la «Dante Symphony» : frammenti e simboli per una nuova musica «umanitaria»
Avallone, Alessandro (Università degli studi di Roma "La Sapienza")

Data: 2015
Resum: Negli anni trascorsi al servizio del Granduca di Weimar, caratterizzati dal desiderio di trovare un giaciglio sicuro dove poter riposare e appagare il desiderio costante di una profonda meditazione spirituale, Liszt ebbe modo sia di approfondire le proprie conoscenze sui materiali musicali non-pianistici, grazie alla compagine orchestrale messa a disposizione nel teatro di corte, sia di maturare la propria concezione sansimonista dell’arte, intesa come straordinaria forza spirituale capace di unire l’umanità nel comune cammino del progresso sociale e civile. In questi anni giunse anche a compimento la concezione lisztiana della musica sinfonica cosiddetta “a programma”, fondata sull’idea che la musica non può mai essere pura forma, piatta ed inespressiva, ma necessita sempre di un contenuto ideale forte, che solo la poesia può conferirle; l’ausilio del programma dantesco, cui Liszt si ispirò per la sua Dante Symphony, composta a Weimar nel 1856, non va però inteso come omaggio alla monumentalità del poema ultramondano, bensì come chiara e lucida consapevolezza della modernità dell’opera da parte del compositore: è infatti la natura frammentaria e simbolica dell’opera che viene còlta, escludendo significativamente l’ultima cantica, e in virtù del valore etico che la musica deve possedere, Liszt compieuna selezione tra quelle immagini poetiche che egli ritiene più idonee ad essere rivestite del mezzo espressivo sinfonico.
Resum: Throughout his years at the service of the Grand Duke of Weimar, characterized by the desire to find a safe haven in which to quench his constant desire to be in deep spiritual meditation, Liszt was able to deepen his awareness of his own musical and non-pianistic material. Thanks to the orchestra available at the court theatre, he was able to mature his own sansimonian concept of art as a remarkable spiritual force capable of uniting humanity towards the path of social and civic progress. In those years Liszt also conceived his symphonic music that he called “program music”. This was based on the idea that music can never be pure form, flat and expressionless, since it always needs an intense strong ideal that only poetry can provide. Equipping himself with a Dante program, Liszt was thus inspired for his Dante Symphony, composed at Weimar in 1856. However, it should not be understood as an homage to the poem, but as a lucid awareness of its modernity on the part of the composer: it is its fragmented and symbolic nature, that significantly excludes the last poem, as well as the ethical value that music should possess, what allows Liszt to select those poetic images that are fit to be infused with an expressive symphonic layer.
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Llengua: Italià.
Document: article ; recerca ; publishedVersion
Matèria: Liszt ; Musica a programma ; Frammentarietà ; Sansimonismo ; Avvenirismo ; Poema sinfonico ; Program music ; Avenirism (Futurism) ; Symphonic poem
Publicat a: Dante e l'Arte, Vol. 2 (2015) , p. 127-142 (Dossier monografico) , ISSN 2385-5355

Adreça original: http://revistes.uab.cat/dea/article/view/v2-Avallone


16 p, 847.8 KB

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 Registre creat el 2016-01-01, darrera modificació el 2016-06-04



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